Abarth T140
L'auto che ambiva a insidiarsi tra Ferrari e Ford
Maquette in legno prodotta nel 1967
Un 1966 colmo di soddisfazioni sportive, oltre 900 vittorie ottenute in tutto il mondo, portò in Abarth nuove ambizioni per la stagione successiva. Carlo Abarth scelse la più ardua delle sfide, costruire una vettura prototipo per sfidare Ferrari e Ford alla 24 Ore di Le Mans.
Dopo sei 24 Ore consecutive vinte dal Cavallino Rampante, Ford dominò l'edizione 1966 piazzando tre Ford GT40 Mark II nei primi tre posti.
Fulcro del progetto fu il motore, un V12 formato dall'unione di due blocchi da 6 cilindri. L'ampio angolo tra le bancate, 120°, permetteva di avere un baricentro particolarmente basso. Il 12 cilindri era di tipo superquadro, con alesaggio e corsa rispettivamente di 92 e 75 mm.
La cilindrata totale era di 5982 cc, ciò la poneva ai vertici della categoria Prototipi di Le Mans.
Particolare la scelta della distribuzione, fu usato un monoalbero anziché il bialbero per ridurre al minimo gli attriti.
L'aspirazione era posta tra le bancate, mentre lo scarico era laterale. L'alimentazione era affidata a quattro carburatori triplo corpo Weber da 40 mm, mentre la lubrificazione era garantita da due carter indipendenti. La potenza massima prevista era di 610 CV a 6700 giri al minuto. Un dato che molti esperti ritengono ottimistico.
Il V12 era alloggiato centralmente su di un telaio tubolare, figlio delle esperienze di Colucci con le Sport di categorie minori.
La carrozzeria prevedeva forme sinuose e suggeriva un'attenta ricerca aerodinamica. L'anteriore era caratterizzato da grossi fari carenati plasmati sui parafanghi. Il padiglione era delicatamente raccordato all'enorme cofano motore e ai suoi lati erano poste le prese d'aria per i radiatori. Il posteriore terminava con una coda tronca leggermente obliqua.
Abarth prevedeva di completare la T140 per la fine del 1967, in modo da affrontare in piene forze Le Mans nella stagione successiva.
La 24 Ore di Le Mans 1967 fu vinta da Dan Gurney e A. J. Foyt su Ford Mark IV. Tuttavia la notizia che fece più clamore di quella giornata fu il cambio di regolamento voluto dalla CSI per la gara del 1968, la cilindrata massima delle Gruppo 6 fu limitata a 3 litri. Questa repentina decisione arrestò lo sviluppo della T140, su di cui la casa dello scorpione aveva investito grandi risorse economiche ed umane.
Della prototipo Abarth mai nata rimane un motore non ancora messo a punto, il mascherone di legno della carrozzeria e alcune maquette.