Abarth 2000 Sport Spider (SE 019)
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La coesistenza di vetture sport a motore centrale e a motore posteriore accompagnò tutta la storia di Abarth, a favore delle prime Mario Colucci, storico direttore tecnico, mentre Carlo Abarth, fondatore della casa, era legato alla soluzione a sbalzo. Grazie a questa differenza di visioni furono prodotte vetture eccellenti con entrambe le formule tecniche.
Nel 1970 Abarth regalò al pubblico sportivo l'epilogo di questo dualismo: la 2000 Sport Sport SE 019, omologata al Gruppo 6 e destinata al campionato europeo Sport Prototipi.
La SE 019 venne difatti costruita in entrambe le configurazioni. La versione fuoribordo (motore posteriore) aveva un telaio simile a quello della SE 010, semplificato ed alleggerito. La versione entrobordo (motore centrale) può essere considerata una vettura laboratorio della Sport 2 litri per la stagione 1971. Identici tra i due modelli motore e carrozzeria.
L'Abarth 236 D, questa la sigla del propulsore, aveva una cilindrata di 1946 cc ed era alimentato da due carburatori Weber da 58 mm.
In questa versione raggiunse la potenza di 260 CV a 8800 giri al minuto.
La carrozzeria in vetroresina aveva forme essenziali. L'anteriore era squadrato e, con l'aggiornamento del luglio 1970, segnò l'introduzione di un nuovo corso "stilistico" per Abarth. Il posteriore, privo di specchio di poppa, riprendeva le forme della 3000 Sport dello stesso anno.
Il debutto avvenne il 19 aprile 1970 al Paul Ricard, giorno di inaugurazione del circuito francese. La SE 019 di Dieter Quester fu costretta al ritiro dopo aver percorso 66 dei 100 giri previsti. Abarth si consolò con la vittoria di categoria di Mario Casoni, a bordo di una SE 010.
Il 12 luglio 1970 alla salita Cesana-Sestriere, prova valida per il Campionato europeo montagna, Arturo Merzario portò alla vittoria un esemplare con motore posteriore.
Il Gran Premio del Mugello fu uno degli eventi più importanti della casa dello scorpione per la stagione 1970. Abarth si presentò con quattro SE 019, dotate di inedite pinne aerodinamiche posteriori, due entrobordo (affidate a Nino Vaccarella e Leo Kinnunen) e due fuoribordo (Arturo Merzario e Gijs van Lennep).
Il circuito stradale, composto da continui saliscendi, si adattò perfettamente alle leggere Sport Prototipo di Abarth, che riuscirono ad avere la meglio sulle più potenti Lola e Chevron.
La vittoria andò a Merzario, asso nella guida con auto a motore posteriore e già vincitore dell'edizione precedente, seguito da van Lennep, al gradino più basso del podio Vaccarella che, dopo un incidente nelle prove, partì con una SE 010.