Abarth 2000 Sport (SE 027)
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Fiat acquisì Abarth nell'estate 1971, orientando l'attività sportiva della casa dello scorpione unicamente verso i rally, Abarth così liquidò le sue vetture Sport ad Osella Corse. Grazie ad un'evoluzione della 2000 Sport Spider SE 021 Osella conquistò il Campionato Europeo Costruttori del 1972.
Nacque così nel 1973 il progetto di una nuova Abarth Sport da 2 litri, siglata SE 027, probabilmente su proposta di Carlo Abarth, ancora attivo nell'azienda in qualità di consulente.
Il telaio, progettato da Mario Colucci, era formato da una monoscocca anteriore in alluminio a cui era collegato un telaio tubolare posteriore. Pur essendo una soluzione di tendenza tra le Sport del periodo rappresentava un'assoluta novità per le auto Abarth.
Il motore, montato centralmente, era un'evoluzione del vincente 2 litri Abarth, dotato di iniezione Lucas e capace di erogare 280 CV a 9000 giri al minuto.
Come sulla Abarth-Osella del 1972, il fragile cambio Abarth fu sostituito da un Hewland FG400.
La carrozzeria fu opera di Pininfarina, la quale si era occupata anche della "cugina" e concorrente Abarth-Osella PA2. La somiglianza più evidente tra le due vetture è nell'anteriore a "cucchiaio". Le linee erano profilate, morbide e meno spigolose rispetto alle Sport precedenti. Una grande presa Naca scolpiva l'andamento della fiancata, mentre la parte del cofano motore era caratterizzato da una struttura a cupola che integrava il roll-bar.
Massiccio l'alettone posteriore, sperimentato in varie forme durante lo sviluppo.
La 2000 Sport SE 027 fu presentata allo stand Pininfarina del Salone di Ginevra 1974.
Alla presentazione seguirono i collaudi, diretti in prima persona da Carlo Abarth. Dopo il consueto varo a Campo Volo, accanto alla fabbrica, due esemplari furono testati a Misano nel marzo 1974. Il tempo di 1:17,2 fatto registrare da Vittorio Brambilla era lontano dalle Osella ma risultava eccellente per una vettura così acerba.
Nell'autunno 1974 fu preparata un'evoluzione della SE 027, dotata di un inedito motore a 6 cilindri in linea. Progettato da Stefano Iacoponi, il propulsore aveva una cilindrata di 1987 cc (alesaggio e corsa rispettivamente di 86 e 57 mm) ed era in grado di sviluppare 300 CV a 11.000 giri al minuto.
Fu anche allungato il passo, raffinata la struttura di telaio e sospensioni e rivista la carrozzeria.
Dopo quasi due anni di sviluppo e ingenti somme riversate il progetto venne congelato a fine 1974. Il mondo delle corse era stato stravolto dalla crisi energetica e il Campionato Europeo Costruttori 1975, dove la SE 027 avrebbe dovuto partecipare, venne sospeso dopo due gare.