GKW 862 SP
Dalle corse in salita alle gare con sport prototipi, la carriera agonistica di Gabriele Gottifredi è strettamente legata al marchio Porsche. Pilota e ingegnere, Gottifredi è noto per aver ideato un sistema di rilevazione tempi digitale, utilizzato da diversi team del Gruppo C, e per la preparazione di varie automobili di Stoccarda.
All'inizio del 1986 annuncia una vettura originale, la GKW 862 SP, acronimo di Gottifredi Kraß Werk, concepita per il Gruppo C2. Questa categoria permette alle piccole scuderie di realizzare sport prototipo basate sulla collaudata meccanica delle Gruppo C dei grandi costruttori. La 862 SP segue un approccio tradizionale, privilegiando affidabilità e leggerezza alle soluzioni estreme. Forte dell'esperienza con Porsche, Gottifredi adotta motore, trasmissione e sospensioni derivate dalla 956, integrandole in un inedito telaio monoscocca in alluminio a nido d'ape. Centralmente è posizionato un sei cilindri boxer da 3 litri, dotato di doppio turbocompressore KKK e accreditato di 750 CV di potenza massima.
Il debutto è inizialmente fissato per la 1000 Km di Monza del 1986, poi rinviato alla 24 Ore di Le Mans dello stesso anno, dove la 862 SP risulta effettivamente iscritta con l'equipaggio formato da Raymond Touroul, Philippe Dermagne e Thierry Perrier. I test tuttavia rivelano che la vettura richiede ulteriori affinamenti e l'esordio viene nuovamente posticipato. Dopo due anni di lavoro, la 862 SP riappare alla 1000 Km di Monza del 1988, con Gabriele Gottifredi e Claude Haldi alla guida, ma anche questo tentativo di rilancio non si concretizza.
La mancanza di fondi e l'era delle Gruppo C al tramonto segnano la fine prematura del progetto, prima che la 862 SP venga schierata in gara. Soltanto intorno al 2010 la vettura viene completata dalla Rennsport di Graziano Teggi: oggi la GKW 862 SP corre nelle manifestazioni storiche, evidenziando affidabilità e velocità.