Aquila Italiana Diva GT
© Aquila Italiana S.r.l.
Aquila Italiana è uno dei marchi più importanti del primo '900 italiano: le sue automobili, progettate da Giulio Cesare Cappa, sono veri gioielli dell'ingegneria e hanno introdotto innovazioni tecniche come il motore monoblocco. Nel 2011 il brand fa il suo ritorno con la Diva GT, una gran turismo 2+2 artigianale caratterizzata da un design retrò.
Le origini del modello risalgono al 2007, quando il progetto inizia a prendere forma presso la Faralli & Mazzanti di Pontedera. L'anno successivo, la vettura viene presentata con il nome di Vulca S. Tuttavia, la crisi economica nel settore del lusso e l'arrivo di un modello più estremo, la Evantra, portano Mazzanti a sospendere e successivamente a cedere il progetto. La nuova Aquila Italia viene fondata a Brendola, nel vicentino, appositamente per completare lo sviluppo della vettura, con l'obiettivo di produrla in serie limitata.
La Diva GT porta la firma di Zsolt Tarnok, storico designer di Mazzanti, e omaggia la tradizione dei carrozzieri italiani: la carrozzeria è in alluminio interamente battuto a mano, con possibilità di massima personalizzazione per il cliente. Il frontale è dominato da un'ampia calandra a triangolo rovesciato con angoli arrotondati, linee morbide e convessità sono il tema ricorrente del suo design. I grossi parafanghi danno equilibro all'intera carrozzeria: quello anteriore scende fino all'estremità della portiera, risultando l'elemento più caratteristico della fiancata; il posteriore si raccorda con il tondeggiante retro e definisce il profilo del terzo montante. I gruppi ottici anteriori e posteriori sono composti da doppie ellissi, una soluzione che ricorda alcune sportive degli anni '90.
Sotto il cofano anteriore si trova un V10 di origine BMW da 5,7 litri, capace di erogare 630 CV di potenza massima e 630 Nm di coppia. Le prestazioni sono da vera gran turismo: oltre 335 km/h di velocità massima e un'accelerazione da 0 a 100 km/h in 3,5 secondi.