Florentia 35 HP
La presenza di una vettura Rochet-Schneider allo stand Florentia dell'esposizione di Torino del 1904 non fu casuale: l'azienda fiorentina aveva appena ottenuto la licenza di fabbricazione del marchio di Lione.
Grazie a questo accordo poté rinnovare completamente la sua gamma, le vetturette che fino ad allora costruiva vennero sostituite da auto da viaggio che brillavano per robustezza e potenza.
Nello stesso anno debuttarono le prime due proposte derivate da Rochet-Schneider: la 16 HP e la 24 HP.
Il telaio per entrambe era a longheroni e traverse, prodotto in lamiera d'acciaio e includeva un "falso chassis", anch'esso dello stesso materiale.
Nella 16 HP il passo era di 2600 mm ed era adatta per carrozzerie lunghe 2 metri, le ruote avevano una dimensione di 870 mm.
Il motore era un 4 clindri biblocco, con alimentazione a carburatore automatico, accensione a magnete, lubrificazione automatica e raffreddamento con radiatore a nido d'ape. La potenza massima era di circa 20 CV.
La 24 HP, indirizzata ad una clientela più facoltosa, era proposta in due versioni: la normale con passo di 2800 mm e la allungata da 2900 mm, erano adatte a carrozzerie rispettivamente da 2,2 e 2,4 metri. Entrambe le versioni montavano pneumatici da 910 mm.
Anch'essa era equipaggiata con un quattro cilindri biblocco dalle caratteristiche simili ma dalla maggiore potenza, capace di erogare all'incirca 30 CV.
Il 1905 fu all'insegna della crescita, un nuovo aumento di capitale e l'apertura di un concessionario a Milano risultarono fondamentali per aumentare le vendite.
Seguì una revisione della gamma, orgogliosamente presentata ai saloni di Milano, Torino e Parigi.
La 16 HP venne proposta anche in versione a passo lungo, per carrozzerie da 2,4 metri, sostituendo di fatto la 24 HP.
Nuova ammiraglia era la 35 HP, dotata di un motore a quattro cilindri separati dalla potenza di circa 50 CV e adatta a carrozzerie lunghe 2,6 metri.
Per garantire maggiore silenziosità la trasmissione era racchiusa in una carter.
La realizzazione del cambio di velocità fu possibile grazie all'adozione di macchinari speciali per il taglio, dimostrazione del buon livello tecnologico a cui ambiva la casa del giglio.
Con la gamma 1905 la produzione arrivò ad uno chassis al giorno segnando, per l'epoca, un risultato sorprendente.