Junior 18/24 HP
La rifondazione della Junior nell'aprile 1905, ribattezzata Fabbrica Torinese Automobili Junior, fu necessaria probabilmente per facilitarne l'entrata nel mercato azionario. Contemporaneamente si defilava il fondatore, Giovanni Ceirano, che si apprestava a fondare l'ennesima azienda della famiglia: la SCAT.
Nel 1906 la gamma fu rinnovata, dei tre modelli del 1905 rimase solo la 12/16 HP (precedentemente conosciuta come 12/14 HP), alla quale fu affiancata la nuova 18/24 HP.
Il suo quattro cilindri biblocco, posizionato anteriormente, aveva una cilindrata di 3770 cc, con alesaggio e corsa rispettivamente di 100 e 120 mm. La potenza massima era di 24 CV a 1400 giri al minuto.
Il telaio era a longheroni e traverse in acciaio stampato. La frenata era garantita da un freno sul differenziale, comandato dal pedale, e freni ad espansione sulle ruote posteriori.
Era un'epoca in cui il superamento delle salite più ripide da parte di un automobile rappresentava una considerevole pubblicità per l'azienda costruttrice.
Una 18/24 HP guidata dal Barone Guido De Martino, il 5 settembre 1906, dominò la salita della collina di Lynmouth, nel Regno Unito. Impresa precedentemente ad appannaggio di vetture con potenze di 40 CV.
Nel 1907 fu introdotta la 28/40 HP, vettura di grandi dimensioni adatta per il turismo.
Il quattro cilindri biblocco aveva un alesaggio di 130 mm e una corsa di 150 mm, per una cilindrata totale di 7964 cc. La potenza massima era di 40 CV.
Nello stesso anno la Junior mostrò grande interesse verso l'automobilismo sportivo.
Al Meeting di Verona del 19 marzo 1907 Tocanier, con la 18/24 HP, conquistò due trofei, stesso numero di trofei di Tolotti, a bordo di una 28/40 HP.
Di maggiore prestigio l'appuntamento alla Targa Florio, il 22 aprile 1907. La Junior si presentò con tre 28/40 HP, la numero 8A affidata a Francesco Tolotti, la 8B di Vittorio Gremo e la 8C di Guido De Martino. Unico giunto al traguardo, in sedicesima posizione, Gremo; De Martino, autore di un'ottima gara, fu costretto al ritiro al terzo e ultimo giro.
Non andò meglio alla Coppa Florio del 1 settembre 1907, il miglior pilota Junior fu Oberto Piccioni, dodicesimo al traguardo.
I sogni nati dal mercato borsistico, che alla Junior permise grandi investimenti, si trasformarono in tremendi incubi con la crisi del 1907.
La casa torinese, nel tentativo di sopravvivere, si fuse con la milanese OTAV.
L'operazione si rivelò fallimentare, a fine 1907 si registrò una consistente perdita di bilancio e gli stabilimenti Junior si avviarono verso la chiusura. Questi ultimi furono acquistati nel 1909 dalla F.Momo & C. di Federico Momo, promotore della creazione della Junior-OTAV, e successivamente alla Fratelli Marchetti, che convertì il tipo di produzione dopo aver completato gli ultimi autotelai provenienti dall'epoca Junior.
Denominata 20/24 HP nel 1908.