Storero 25/30 HP
Dapprima piloti Fiat e poi imprenditori, Vincenzo Lancia, Felice Nazzaro e Luigi Storero si ritagliano un ruolo di spicco nell'industria torinese degli anni Dieci. L'attività imprenditoriale di Storero parte nel 1886 con l'apertura di un negozio di biciclette in Corso Valentino a Torino. La notorietà, almeno locale, arriva nel 1900, quando diventa rappresentante di un concessionario Fiat.
Nel 1912 Storero, insieme all'ingegner Maraini, realizza alcuni autotelai equipaggiati con motori della statunitense Briggs-Detroiter. L'iniziativa non trova un reale sbocco commerciale e si interrompe quando Storero decide di progettare vetture completamente originali. La prima è la 25/30 HP del 1912, un'automobile di classe media dotata di un quattro cilindri monoblocco da 4398 cm³, con alesaggio e corsa rispettivamente di 100 e 140 mm. Il motore sfrutta una distribuzione a valvole laterali con asse a camme nel basamento; la potenza passa alle ruote posteriori tramite una trasmissione cardanica e un cambio di tipo train baladeur a quattro rapporti.
Il telaio adotta una struttura a longheroni e traverse con una sezione anteriore particolarmente ristretta. Il passo di 2960 mm la colloca tra le auto medio-grandi dell'epoca, in linea con il prezzo di 12.000 lire della versione base. Dopo due anni di presenza sul mercato, nel 1914 la 25/30 HP lascia spazio alla Storero Tipo A 25/35 HP, che introduce un motore più brillante e una serie di innovazioni tecniche.