FAST Tipo 1
Un motore di alto livello la porta al successo nelle cronoscalate
Durante la Prima guerra mondiale, la FIMA (Fabbrica Italiana Motori Aviazione) si occupa della riparazione di motori aeronautici Gnome et Rhône e Hispano-Suiza. Nel 1919, con la fine del conflitto e la cessazione delle commesse militari, il fondatore Arturo Concaris riconverte l’azienda nella FAST (Fabbrica Automobili Sport Torino). Il nome suggerisce l’intento di Concaris: realizzare vetture veloci, adatte sia alle corse sia alla normale circolazione su strada.
La prima FAST è la Tipo 1 del 1919. Fulcro del progetto è il sofisticato motore monoblocco a 4 cilindri, con alesaggio di 84 mm, corsa di 135 mm e cilindrata totale di 2.991 cm³. Adotta pistoni in alluminio e una distribuzione con valvole e asse a camme in testa. Gli 80 CV di potenza massima consentono alla Tipo 1 di raggiungere i 100 km/h. Il cambio, in blocco con motore e frizione, è dotato di 3 marce e la trasmissione è di tipo cardanico. Il passo di 2.850 mm e le carreggiate di 1.400 mm la collocano tra le vetture di medie dimensioni del periodo.
La vocazione sportiva della FAST trova conferma nei risultati delle gare in salita. Alla Parma-Poggio di Berceto del 30 maggio 1920, due Tipo 1 conquistano i primi due posti di categoria: Carlo Alberto Conelli precede Eugenio Beria d’Argentine. Conelli vince anche la prima edizione dell’Aosta-Gran San Bernardo, disputata il 29 agosto 1920, mentre Concaris, patron della FAST, chiude al terzo posto. I buoni risultati sportivi proseguono nel 1921, con il secondo posto di Conelli alla Susa-Moncenisio e il terzo all’Aosta-Gran San Bernardo, entrambi nella categoria fino a 3 litri.
Le vittorie in gara, però, non si traducono in vendite soddisfacenti. Nel 1923, con l’azienda in crisi, Arturo Concaris è costretto a cedere il pacchetto azionario ad Alberto Orasi, già progettista delle vetture FATA Aurea e Itala. Con il cambio di proprietà, la Tipo 1 viene sostituita dai modelli 2S e 2T.