SCAT 18/25 HP
Conclusa la prima guerra mondiale i nuovi modelli SCAT si fecero attendere a lungo, nel 1918 tornarono in listino le le note 12/18 HP e 25/35 HP e solo nel 1921 furono introdotti due nuovi modelli, evoluzione dei precedenti.
La 18/25 HP montava un quattro cilindri monoblocco con alesaggio di 75 mm e corsa di 120 mm, per un totale di 2120 cc.
Il passo era di 2850 mm con carreggiate di 1350 mm.
Nella trasmissione, di tipo cardanico, fu introdotta la frizione a dischi multipli.
Nel 1921 fu equipaggiata con un nuovo motore con misure dei cilindri 76 x 125 mm e cilindrata totale di 2220 cc.
Nell'autunno 1921 arrivò anche la 30/40 HP che si poneva al vertice della gamma stradale, mossa da un quattro cilindri monoblocco dalla cilindrata di 4713 cc (alesaggio e corsa rispettivamente di 100 e 150 mm). Rispetto alla 18/25 aveva dimensioni maggiori, il passo era di 3170 mm e le carreggiate di 1400 mm. La trasmissione era a cardano e presentava una frizione a dischi multipli e un cambio a 4 velocità. Avviamento elettrico e impianto elettrico per i gruppi ottici anteriori erano di serie, dimostrazione del grado di comfort al quale ambivano le SCAT.
Nel catalogo del 1922 la sigla "30/40 HP" era nuovamente presente, tuttavia si trattava di un'automobile completamente diversa.
Costruita su di un telaio a longheroni e traverse con passo di 2850 mm ed equipaggiata con un 12 cilindri, rappresentò una proposta senza dubbio inusuale.
Il propulsore V12 60° aveva una cilindrata di 4,6 litri con alesaggio e corsa rispettivamente di 64 e 115 mm. Dotato di distribuzione con valvole laterali e albero a camme nel basamento, era capace di erogare 80 CV a 2500 giri al minuto.
La gamma venne ampliata nel 1922 con l'arrivo della 20/30 HP, vettura da turismo di vocazione sportiva. Il 4 cilindri in linea aveva una cilindrata di 2951 cc, con alesaggio di 85 mm e corsa di 130 mm. La potenza massima era di 48 CV a 2200 giri al minuto.
La 20/30 aveva un passo di 2850 mm con carreggiate di 1350 mm.
A seguito del ritorno di Giovanni Ceirano e alla fusione con la società Ceirano la produzione SCAT fu fermata per l'intero 1923, l'anno successivo della gamma precedente non rimase alcuna vettura in listino.
Cilindrata aumentata, maggiore potenza.