Aehra Estasi
© AEHRA AUTOMOBILI
Se con la Impeto la Aehra affronta il tema del crossover SUV elettrico di lusso, con la Estasi ne mantiene il linguaggio stilistico, adattandolo ad una berlina. La parola chiave del progetto è monoliticità: gli spigoli quasi scompaiono, mentre muso e coda sono raccordati da un padiglione dalle forme morbide.
La Estasi è opera di Filippo Perini, con un passato in Lamborghini e Italdesign, e del suo team. Rispetto alla Impeto, la berlina risulta ancora più sinuosa e filante: l'anteriore è pulito, con ampie prese d'aria che richiamano la forma delle branchie di uno squalo. La concavità della fiancata valorizza la plasticità dei volumi, mentre la linea di cintura accompagna con rigore i muscoli dei passaruota. Le portiere si sollevano a elitra, facilitando l'accesso all'abitacolo e donando ulteriore originalità al progetto. Vista lateralmente, un'unica curva scandisce l'intero volume della vettura, culminando in un piccolo spoiler che integra i fari posteriori. Particolarmente dinamici i cerchi in lega a sette razze, ispirati al disegno di una turbina.
Per contenere il peso di un'elettrica lunga oltre cinque metri, Aehra sfrutta un telaio monoscocca in fibra di carbonio. Secondo i dati teorici, i tre motori elettrici, da 815 CV di potenza totale, permettono alla Estasi di scattare da 0 a 100 km/h in meno di tre secondi e di raggiungere una velocità massima di 260 km/h. Per garantire 800 km di autonomia, la start-up milanese prevede l'utilizzo di un pacco batterie da 120 kWh con tecnologia di ricarica rapida, capace di passare dal 10% all'80% in appena 15 minuti.
In attesa di novità sulla versione di serie, la Aehra Estasi rimane tra le concept elettriche più innovative e affascinanti dei primi anni '20.