OTAV 5½ HP
Mosé Massimiliano Türkheimer, conosciuto come Max, fu uno dei tanti imprenditori che scommisero prima sulla bicicletta e poi sull'automobile.
Nel 1898 aprì a Milano un negozio di bici, l'anno successivo ebbe la felice intuizione di aprire una fabbrica per costruire cicli con marchio Star-Wheel e pneumatici con marchio Leone. L'attività si arricchì con la fabbricazione di accessori per automobili e la vendita di motocicli.
L'idea di una produzione di tipo automobilistico, tracciata nel 1901 con l'apertura di una sede a Torino e la registrazione del marchio "Victoria", si concretizzò nel 1905.
Il 17 luglio 1905 venne difatti fondata a Milano la OTAV (Officine Türkheimer per Automobili e Velocipedi). Al Salone di Parigi del dicembre 1905 fu presentata la prima OTAV, un autociclo battezzato 5½ HP.
Per dimostrare l'affidabilità della piccola OTAV il conte Carlo Sormani guidò l'esemplare del Salone da Milano a Parigi, affrontando le Alpi in pieno inverno.
L'esposizione francese vide la massiccia presenza di vetturette simili, l'idea di Türkheimer era a passo con l'evoluzione del mercato automobilistico europeo.
L'auto era costruita su di un leggerissimo telaio in d'acciaio formato da una struttura in lamiera rettangolare rafforzata con due traverse.
Il propulsore monocilindrico, posizionato anteriormente, era stato sviluppato e costruito dalla stessa OTAV. Con 100 mm di alesaggio e 110 mm di corsa era 863 cc.
Il raffreddamento era ad aria forzata con ventola.
La potenza passava alle ruote posteriori tramite una doppia catena, il cambio era a due velocità. Come molte vetturelle del tempo la 5½ HP era priva di differenziale e di retromarcia. Il freno era a nastro sulla trasmissione e ad espansione sulle ruote posteriori.
Visivamente il corpo centrale le donava robustezza, mentre le dimensioni compatte e le ruote a raggi la rendevano aggraziata.
L'anteriore era caratterizzato da un finto radiatore tondo. In pieno stile liberty i parafanghi posteriori, curvati verso l'alto.
Nonostante la natura di auto economica per la città la OTAV 5½ HP non disdegnò la partecipazione alle competizioni.
Nel 1905 si affermò alla Lugano-Airolo-Lugano, alla Torino-Sestriere e alla Coppa di San Remo. Quest'ultima vide inizialmente la rocambolesca vittoria della misteriosa vettura Maffeis, poi rivelatasi una De Dion-Bouton camuffata.
La fusione tra OTAV e Junior del 1907 aveva l'obiettivo di ridurre i costi pubblicitari, creare un canale di vendita all'estero più solido e proporre una gamma completa senza ricorrere alla licenza di modelli esteri. L'idea, vantaggiosa sulla carta, si scontrò con la crisi bancaria che, partendo da New York, devastò l'industria automobilistica italiana.
Il bilancio del 1907 si chiuse con un'ingente perdita che rese necessario il graduale abbandono della produzione automobilistica, nonostante il successo della 5½ HP.