Aquila Italiana 40/50 HP
Aquila Italiana rinasce come una fenice nel 1909. Apparentemente destinata alla chiusura, con gli stabilimenti incompleti e senza mai aver avviato una vera produzione di serie, viene rilevata nel gennaio dello stesso anno dalla Banca Marsaglia. Le cause della crisi sono molteplici, ma tra le principali spiccano la morte di Giulio Pallavicino di Priola, direttore generale e finanziatore del progetto, e la crisi finanziaria del 1907.
Nel 1909 l'azienda presenta una gamma di tre vetture, firmate dall'ingegnere Giulio Cesare Cappa. Tra queste, l'Aquila Italiana 40/50 HP si posiziona come modello intermedio, equipaggiato da un quattro cilindri di grande cilindrata: 7432 cm³ totali, con alesaggio e corsa rispettivamente di 130 e 140 mm. La potenza massima è di 50 CV a 1.200 giri al minuto, trasmessi alle ruote posteriori tramite un cambio a 4 velocità, con trasmissione cardanica e frizione a dischi metallici. Il motore è accoppiato a un telaio con dimensioni leggermente ridotte rispetto al modello sportivo 25/30 HP, con un passo di 2.900 mm e carreggiate di 1.400 mm.
Il progetto della 40/50 HP nasce insieme all'azienda, nell'officina di via Bonsignore a Torino, dove Cappa inizia a sperimentare soluzioni innovative per il motore a combustione interna. Le riviste dell'epoca sono avare di informazioni su questo modello, suggerendo una produzione probabilmente limitata.