Aquila Italiana 65/70 HP
Nel 1905, fresco di laurea, Giulio Cesare Cappa fonda a Torino "Aquila", uno studio di progettazione motori. Cappa è un visionario del motore endotermico e già da studente sviluppa idee innovative per migliorarne l'efficienza.
Al Salone di Torino del febbraio 1906, Aquila presenta uno chassis Cornilleau & Sainte-Beuve equipaggiato con un motore originale. Le principali innovazioni includono il basamento monoblocco, l'uso dei cuscinetti a sfera al posto delle bronzine, la copertura dei meccanismi di distribuzione e la messa in moto tramite pedale della frizione, che elimina la scomoda manovella d'avviamento anteriore.
Il progetto convince il marchese Giulio Pallavicino, già co-fondatore di Aquila, che finanzia la creazione della S.A. Aquila Italiana il 28 aprile 1906. Pallavicino, riconoscendo il talento di Cappa, gli concede carta bianca per sviluppare una gamma di vetture mosse dai suoi rivoluzionari motori. La nuova dimensione industriale richiede anche spazi più ampi: l'angusto laboratorio di via Bonsignore viene abbandonato in favore di un moderno stabilimento in via Andorno. Nello stesso anno, iniziano i lavori su quattro modelli: la 12/16 HP e la 24/40HP, entrambe con motore a quattro cilindri, e le 18/24 HP e 65/70 HP, dotate invece di un propulsore a sei cilindri. Sebbene il piano iniziale preveda la costruzione di trecento unità, nessuno di questi modelli raggiunge la produzione in serie, venendo realizzati in quantità limitate, spesso come prototipi per testare i motori.
L'ascesa dell'Aquila Italiana si interrompe bruscamente con la morte di Giulio Pallavicino, avvenuta in un incidente stradale nel settembre 1907. L'azienda scompare dalla scena fino al 1909, quando viene rilanciata dalla Banca Marsaglia.