Aquila Italiana H4 (20/30 HP)
L'Aquila Italiana H4 segna l'apice dall'azienda torinese. Presentata nei cataloghi nel dicembre 1910, la vettura entra in produzione solo nel 1912, dopo una lunga gestazione che provoca malumori tra l'ingegner Giulio Cesare Cappa e i vertici aziendali.
Se le precedenti Aquila Italiana presentavano principalmente innovazioni motoristiche, la H4 propone un nuovo telaio con caratteristiche moderne: ad esempio, Cappa rialza il posteriore e ristringe l'anteriore per migliorare il raggio di sterzata. Il motore è un quattro cilindri monoblocco dalla cilindrata di 2613 cm³, con alesaggio di 80 mm e corsa di 130 mm. Il propulsore adotta una distribuzione mista, con valvole di aspirazione in testa e di scarico laterali. Per la prima volta viene sfruttato l'alluminio, utilizzato per il carter e per i coperchi della distribuzione. La torpedo di lusso a sei posti, con la capote che evoca lo stile americano, è la versione più popolare, ma non mancano proposte più classiche, come la landaulet e le berline a guida interna.
Con una velocità massima di 105 km/h e la capacità di superare pendenze del 20%, l'Aquila Italiana H4 diventa presto un modello adatto sia alle corse che alla strada. Al Tour de France 1914, una prova di resistenza di oltre 5.000 km, le H4 di Beria d'Argentine e Leduc trionfano, ex aequo con altri undici concorrenti. Nello stesso anno, la H4 domina la Coupe du Tourisme, vincendo tutte e dieci le tappe dell'intensa maratona di 3.200 km. Mentre l'Europa scopre l'affidabilità e la velocità delle automobili Aquila Italiana, la prima guerra mondiale mette in ginocchio l'azienda, che viene acquisita da SPA nel 1916.