Aquila Italiana H6 (35/50 HP)
1914 Circuit d'Anjou 🇫🇷 - Leduc
© BnF Gallica
La H6 del 1913 è l'ultimo progetto di Giulio Cesare Cappa per Aquila Italiana, prima del suo passaggio alla Fiat nel 1914. Basata sulla H4, questo modello presenta un motore a sei cilindri e telai maggiorati.
Il propulsore monoblocco mantiene le misure di alesaggio e corsa della H4, rispettivamente di 80 e 130 mm, ma con l'aggiunta di due cilindri, portando la cilindrata totale a 3921 cm³. La distribuzione è affidata ad un sistema misto, con valvole di aspirazione in testa e di scarico laterali. Un altro elemento innovativo, già introdotto da Cappa nei modelli precedenti, è l'albero a gomiti montato su cuscinetti a sfere. Il telaio a longheroni e traverse è disponibile in due formati: a passo normale di 3040 mm o a passo lungo di 3340 mm. Le carrozzerie offerte, tondeggianti e lussuose, comprendono una berlina a guida interna, una torpedo e una landaulet. Grazie ai suoi 70 CV, l'Aquila Italiana H6 raggiunge i 130 km/h di velocità massima con le carrozzerie più leggere.
Le brillanti prestazioni della H6, nota anche come 35/50 HP, la rendono particolarmente adatta alle competizioni. Al Gran Premio di Russia del 1914, disputato a San Pietroburgo, Beria d'Argentine giunge terzo con una H6 di serie, mentre alla Parma-Poggio di Berceto del 1913, prima edizione dell'evento, Giovanni Marsaglia conquista il gradino più alto del podio. Con l'ingresso in guerra dell'Italia nel 1915, la domanda di auto di lusso cessa. Aquila Italiana viene assorbita dalla SPA nel 1916 e termina ogni attività nel 1917.