SCAT 80 HP
Nel 1917 la maggioranza delle azioni SCAT passò ad un gruppo francese che inglobava anche la Brasier. Quest'ultima possedeva la licenza dei motori aeronautici Hispano-Suiza 8, la cui fabbricazione era una delle attività più redditizie del periodo.
L'azienda torinese, dopo la conversione bellica, si avviò ad una seconda rivoluzione, limitando la propria produzione esclusivamente ai celebri V8.
Il mondo dell'aviazione subì una repentina evoluzione durante il conflitto. I motori, dapprima spingenti e di tipo radiale, divennero sempre più potenti e compatti.
Nel dopoguerra l'ampia disponibilità di propulsori aeronautici incoraggiò preparatori e case automobilistiche ad equipaggiarli su vetture da corsa.
La SCAT nel 1921 presentò la nuova gamma, fu l'occasione di rilanciare la propria immagine tramite le corse, nacque così la 120 HP.
Era equipaggiata con un quattro cilindri in linea con alesaggio di 140 mm e corsa di 150 mm, per un totale di 9236 cc.
La distribuzione era con valvole e albero a camme in testa, l'alimentazione era garantita da un carburatore verticale Zenith. Si trattava di un'unita nata partendo da una bancata dell'Hispano-Suiza 8F.
Le dimensioni erano quelle di una vettura media da turismo, con 3215 mm di passo e 1472 mm di carreggiata. La trasmissione era cardanica, la frizione un monodisco a secco e il cambio era a 4 velocità. (CAMBIA)
Pronta nel marzo 1921, la vettura debuttò alla Parma-Poggio di Berceto dell'8 maggio.
Luigi Angelini, pilota gentleman romano, colse un modesto sesto posto.
La gara più brillante fu la Coppa della Consuma del 19 giugno, Angelini conquistò il primo posto assoluto battendo le favoritissime Fiat S57A/14 B. Dalla sua ebbe anche la fortuna: dopo aver raggiunto il traguardo sul passo toscano si abbatté un violento temporale che penalizzò gli avversari più temibili.
Alla Targa Florio del 1921, dove la 120 HP poté partecipare in quanto regolarmente presente nel listino della casa, SCAT schierò anche due 80 HP.
Questo modello da 3 litri, derivato dalla sorella più grande, non ebbe fortuna alla gara siciliana, entrambi gli esemplari si ritirarono.
Del catalogo faceva parte anche la 50 HP da 2 litri, la cui carriera agonistica è ignota.
L'esperimento "aeronautico" non fu entusiasmante e le SCAT con motore Hispano-Suiza, dopo la stagione 1921, scesero in pista rarissimamente.