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Auto Trossi
Monaco-Trossi Grand Prix logo
1935

Monaco-Trossi Grand Prix

Car image 1

© Tomislav Medak

1 / 3
Gara / Grand Prix
Corpo monoposto
Assemblaggio Gaglianico, Biella, Italia
Esemplari 1
Design Augusto Monaco Giulio Aymini Mario Revelli di Beaumont
engine
Motore
FF / RA16
power
Potenza
250 CV
weight
Peso
710 kg
speed
Velocità Massima
- - -

Augusto Monaco è ricordato per gli originali progetti nei settori della meccanica e della chimica industriale. Ad inizio anni '30 elabora, insieme a Giulio Aymini, una singolare vettura da competizione spinta da un motore radiale. Fiat si mostra interessata inizialmente, tanto da consentire ai due ingegneri di collaudare l'insolito propulsore sui propri banchi prova.

Accantonata l'ipotesi di un sostegno ufficiale da parte di Fiat, Monaco trova in Carlo Felice Trossi, pilota gentleman e presidente della Scuderia Ferrari, l'investitore adatto per completare il progetto. La gestazione dell'auto è lunga: le singole componenti vengono prodotte da diverse officine e l'assemblaggio finale avviene nel luglio 1935 nell'autorimessa del conte Trossi a Gaglianico, Biella.

Il pezzo forte è naturalmente il motore dotato di cilindri disposti radialmente attorno all'albero motore, uno schema tipico dell'aeronautica. È formato da otto coppie di due cilindri che operano nella stessa camera di scoppio, trattandosi di un due tempi; le luci di travaso sono collocate sul cilindro posteriore, mentre quelle di scarico su quello anteriore. La potenza massima è di 250 CV a 6000 giri al minuto. Di ispirazione aeronautica anche la scelta del materiale per il telaio tubolare, in manganese-molibdeno. Nonostante l'aspetto massiccio, il peso è uno dei punti di forza: con soli 700 kg risulta inferiore di 40 kg al limite previsto dalla Formula Grand Prix. A completare l'opera interviene Mario Revelli di Beaumont, che firma una carrozzeria capace di valorizzare l'atipicità tecnica del mezzo.

Per testarne le potenzialità, la Monaco-Trossi viene iscritta al Gran Premio d'Italia a Monza del settembre 1935. Con Carlo Felice Trossi al volante, l'auto prende parte esclusivamente alle prove ufficiali, dove si rivela lontana dalla competitività sperata. La vettura mostra un marcato sottosterzo, dovuto al 75% del peso sull'avantreno e alla trazione anteriore, mentre il motore tende a surriscaldarsi. Nonostante la fulminea carriera agonistica, la Monaco-Trossi è ricordata come una delle vetture più controverse della storia dell'automobilismo.


Monaco-Trossi
benzina
FF
Tipo16 cilindri, radiale, due tempi, anteriore
AspirazioneSC
Cilindrata totale3982 cc
Alesaggio65 mm
Corsa75 mm
Potenza massima250 CV @ 6000 G/min
Alimentazioneforzata, due carburatori Zenith, due compressori Zoller
Accensionedue magneti ad alta tensione Scintilla
Lubrificazionepompa di mandata e recupero
Raffreddamentoad aria

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