Florentia 40/50 HP
Il Salone di Parigi 1905 fu per Florentia un tributo per l'annata ricca di riconoscimenti e novità. L'azienda fiorentina grazie ai modelli su licenza Rochet-Schneider raggiunse il ritmo di produzione di un autotelaio al giorno. L'acquisizione di un cantiere navale a La Spezia, adibito alla produzione di canotti, permise un'ulteriore crescita.
Anteprima del Salone fu la 18/24 HP, vettura da viaggio la cui produzione sarebbe iniziata nel 1906.
Il telaio a longheroni e traverse in acciaio stampato era privo del "falso chassis".
Il propulsore quattro cilindri, la cui cilindrata era di 4398 cc, aveva una potenza massima di 24 CV. Tre i freni, uno sulla trasmissione e due ad espansione sulle ruote posteriori.
La 18 HP era disponibile sia con trasmissione cardanica che a catene.
La gamma proseguiva con la 24/32 HP, dotata di un telaio più ampio, carreggiate da 1450 mm anziché 1350 e adatta a carrozzerie fino a 2815 mm.
Il propulsore era un quattro cilindri biblocco con alesaggio e corsa di 120 mm, la cui cilindrata si attestava sui 5,5 litri. Nelle grandi ruote in legno alloggiavano pneumatici da 920 x 120 mm.
Modello di punta del 1906 era la 40/50 HP, equipaggiata con un mostruoso quattro cilindri da quasi dieci litri! I cilindri, separati, avevano un alesaggio e corsa rispettivamente di 140 e 160 mm. Una cilindrata così abbondante permise di raggiungere la potenza massima di 52 CV.
Alcune caratteristiche erano analoghe a quelle della 24 HP, come i quattro freni (doppio freno sul differenziale e due ad espansione sulle ruote posteriori), il telaio con falso chassis e passo da 3200 mm e la trasmissione esclusivamente a catene.
Le Florentia erano caratterizzate da una calandra dalla forma squadrata la cui cornice, su cui era incastonato il logo, presentava forme tondeggianti. Solitamente, seguendo i gusti del periodo in fatto di vetture da viaggio, venivano vestite come phaeton o landaulet.
Malgrado il buon successo commerciale la Florentia fu costretta durante il 1907 a rinunciare alla licenza Rochet-Schneider, principale causa la crisi finanziaria che partì dalla Borsa di New York fino a coinvolgere l'intero tessuto industriale italiano.
La produzione della casa del giglio fu fortemente ridimensionata, l'arrivo di alcuni modelli propri non evitò la messa in liquidazione nel 1910.