LMX Sirex Spider
Per ragioni di costo, ma probabilmente anche di strategia comunicativa, la LMX Sirex non trova spazio al Salone di Torino 1968; chi è curioso può però ammirarla nelle vie adiacenti. Ideata da Michel Liprandi e disegnata da Franco Scaglione, dalla piccola coupé deriva presto una variante spider.
Come accaduto a Torino con la coupé, la LMX Sirex Spider non figura tra le protagoniste ufficiali del Salone di Ginevra del 1969, ma compare in sordina dietro le quinte: per Liprandi è l'occasione ideale per siglare accordi commerciali legati all'esportazione in Svizzera. La spider mantiene le caratteristiche estetiche e meccaniche della coupé. Il disegno di Scaglione si presta bene a una carrozzeria aperta, risultando perfino più elegante e filante della variante chiusa. La capote in tela si ripiega in un vano sagomato seguendo il profilo dei sedili, un dettaglio che richiama la Chevrolet Corvette, mentre tra gli optional figura anche un hard-top.
Nell'estate del 1969 arrivano le versioni definitive. A sorpresa, la Sirex Spider non adotta i gruppi ottici posteriori squadrati introdotti sulla coupé, conservando invece i quattro fari tondi dei prototipi. Spinta da un sei cilindri a V Ford, la Sirex eroga 126 CV nella configurazione standard e raggiunge i 180 CV se dotata di compressore Constantin. Particolarmente avanzato è il telaio monotrave, derivato da un progetto di Gioachino Colombo.
La produzione di serie prende il via, ma la Sirex non ottiene un riscontro commerciale soddisfacente: la versione scoperta viene costruita in soli cinque esemplari. Il punto di non ritorno arriva nel 1973, quando la Eurostyle, incaricata della realizzazione delle carrozzerie in vetroresina, chiude i battenti. Alcune unità vengono successivamente assemblate dalla Samas, nel cuneese.
Versione con compressore volumetrico