Siva Sirio
Il mercato italiano di fine anni '60 è rivitalizzato da una serie di sportive compatte che richiamano lo stile delle gran turismo più prestigiose. Sull'onda di questa tendenza, Achille Candido, proprietario del concessionario Ford di Lecce, sogna una sportivetta tutta salentina, spinta da un motore Ford.
Nel 1966, Candido trova un alleato in Domenico Iseglio, fondatore di Stile Italia, che intravvede il potenziale dell'idea e lo guida nella fase di progettazione. Grazie al supporto del designer, vengono individuati i fornitori per il telaio e le componenti, mentre Conrero, storico preparatore, cura la parte motoristica. In meno di un anno l'auto prende forma e viene svelata al Salone di Torino del 1967: la Siva Sirio è una due posti secca con carrozzeria di tipo targa e motore centrale. La linea richiama le vetture sport dell'epoca, con la celebre silhouette Coca-Cola e grandi gruppi ottici anteriori carenati, ma introduce anche soluzioni originali, come l'hard-top. La Sirio monta un sei cilindri a V Ford, derivato dalla Taunus 20M e potenziato da Conrero fino a raggiungere 130 CV.
Il giudizio del pubblico è unanime e la Sirio conquista stampa italiana e internazionale: sul Circuito del Valentino dimostra le sue qualità e il quotidiano Il Giorno la celebra definendola "una bomba da 200 all'ora nata nel profondo sud". Proprio il sogno di costruire la vettura a Lecce diventa fonte di tensioni: per Candido, la produzione locale di 250 esemplari l'anno è fulcro del progetto, mentre gli investitori la considerano un rischio troppo elevato e bloccano i fondi. Nonostante un contratto di distribuzione già firmato con Ford Italia, Candido è costretto a rinunciare alla Sirio e a chiudere la Siva nel 1969: l'auto ha perso l'effetto novità e trovare nuovi investitori si rivela impossibile.