Siva 8/10 HP
Antonio Chiribiri vive diviso tra la passione per l'aeronautica e quella per le automobili: nel 1910 fonda a Torino la "Chiribiri & C.", un'azienda dedicata alla costruzione di velivoli, ma non dimentica le quattro ruote, che gli hanno dato grosse soddisfazioni lavorando come tecnico per marchi come Isotta Fraschini, Brixia-Züst e Junior.
La Siva 8/10 HP del 1914 nasce dall'incontro tra Chiribiri e il conte Brunetta d'Usseaux, convinto sostenitore del futuro roseo dell'automobile. L'obiettivo è quello di costruire una vetturetta economica e di piccola cilindrata, pensata per un nuovo pubblico appartenente ai ceti meno abbienti. Il nome del modello è un omaggio alla divinità hindu Śiva Naṭarāja e il logo raffigura la dea mentre danza. Il progetto, curato da Gaudenzio Verga e da Chiribiri stesso, viene definito in soli dieci giorni e in breve tempo viene realizzato il primo prototipo. La Siva 8/10 HP è mossa da un motore a quattro cilindri da 1108 cm³, dotato di valvole laterali e in grado di erogare 10 CV di potenza, sufficienti per spingerla fino a 65 km/h. Si presenta come una spider classica, con un radiatore curvo a dominare la parte anteriore e linee morbide sul retro.
Purtroppo, la presentazione a Gustavo Brunetta d'Usseaux non avviene mai: il conte non riesce più a finanziare il progetto e la commessa da cento esemplari viene cancellata. Deciso a non rivivere la delusione del prototipo Rombo del 1912, Antonio Chiribiri decide di continuare lo sviluppo del modello. Il progetto appare solido, i primi segnali di interesse del pubblico cominciano a farsi sentire e i costi di progettazione possono così essere ammortizzati. Nel 1915 debutta la Chiribiri Tipo II, il primo modello del marchio, evoluzione diretta della Siva.