Chiribiri Tipo II
Chiribiri & C. viene fondata a Torino nel 1910 per la produzione di velivoli, ma il fondatore Antonio Chiribiri non rinuncia alla sua passione per le automobili. La sua carriera inizia anni prima alla Florentia, dove da semplice operaio diventa tecnico della progettazione. In seguito, lavora per marchi di punta quali Isotta Fraschini, Brixia-Züst e Junior.
Le Officine Chiribiri sfiorano due volte la possibilità di produrre automobili: nel 1912 il prototipo Rombo, firmato da Ottavio Fuscaldo, viene considerato troppo innovativo per la produzione di serie; nel 1914, la Siva 8/10 HP perde il sostegno del finanziatore del progetto, il conte Brunetta d'Usseaux, che aveva ordinato cento esemplari. Papà Chiribiri, come lo chiamano affettuosamente i suoi dipendenti, decide di proseguire lo sviluppo della Siva. Questa vetturetta di piccola cilindrata, progettata da Gaudenzio Verga, evolve così nella Chiribiri Tipo II del 1915, rivisitata per un pubblico più esigente. Il telaio viene allargato, con un incremento di 50 mm nel passo e nelle carreggiate. Inoltre, gli esperti motoristi di Chiribiri migliorano le prestazioni aumentando l'alesaggio da 60 a 65 mm, portando la cilindrata totale a 1,3 litri.
Il 24 maggio 1915 l'Italia entra ufficialmente in guerra. La diffusione dell'automobile tra il grande pubblico subisce una battuta d'arresto e il ruolo cruciale dell'aviazione nel conflitto spinge Chiribiri a concentrarsi sulla produzione di motori per aerei. Nonostante le difficoltà, la Tipo II viene prodotta in una serie limitata di esemplari tra il 1915 e il 1917. Il Salone di Parigi del 1919 vede la presentazione della Chiribiri 12 HP, che inaugura il periodo d'oro del marchio torinese.