Chiribiri 12 HP
La 12 HP debutta al Salone di Parigi del 1919, diventando la prima Chiribiri ad essere prodotta in serie. Sono trascorsi sette anni dal primo prototipo del marchio torinese, la Rombo, e quattro dalla Tipo II, costruita in piccole quantità durante il caos della prima guerra mondiale. Pensata come tipo unico in gamma, la 12 HP riprende la filosofia della precedente Chiribiri: una vetturetta da città, ma con un alto livello qualitativo e tecnico. In un certo senso, può essere considerata un'antesignana delle moderne utilitarie premium.
Equipaggiata con un motore quattro cilindri a valvole laterali, la 12 HP, rispetto alla Tipo II, beneficia di un incremento della cilindrata, portata a 1593 cm³, e della potenza, che raggiunge i 19 CV. Il dettaglio tecnico più innovativo è il cambio in blocco con il differenziale montato al retrotreno, uno schema che anticipa la concorrenza e il concetto di transaxle. Lanciata inizialmente come torpedo a quattro posti, la 12 HP viene presto proposta anche con corpo spider. Dal 1922 è disponibile una versione taxi, progettata per essere più robusta e ottimizzata per ridurre i consumi, sacrificando un po' di prestazioni. Con il suo radiatore stondato, la 12 HP entra rapidamente nell'immaginario collettivo del primo dopoguerra, favorita anche dalle apparizioni in vari film italiani dell'epoca.
Nella stagione 1921, Antonio Chiribiri accetta il guanto di sfida degli altri costruttori nel rinato palcoscenico delle corse automobilistiche: il marchio trova così una vetrina a livello europeo e un espediente per favorire lo sviluppo dei modelli stradali. Proprio nel 1921, sul telaio della 12 HP, viene allestita per le corse la Roma 5000, disponibile anche in versione stradale dall'anno successivo.