Chiribiri Roma 5000
Tuccimei alla Targa Florio del 1922
© BnF Gallica
Nella Torino dei primi anni '20, il nome Chiribiri è sinonimo di utilitaria di lusso: la 12 HP del 1919 ha riscosso notevoli consensi e gode di buone vendite. Superate le agitazioni sindacali del 1920, Antonio Chiribiri svela il piano per far crescere il proprio marchio: la partecipazione alle competizioni automobilistiche.
Il 16 gennaio 1921, al GP d'Inverno Frascati-Rocca di Papa, debutta in gara un nuovo modello di Chiribiri. Il telaio è quello della 12 HP, con un passo di 2600 mm e carreggiate di 1250 mm, ma le vere novità sono nel motore: la cilindrata viene leggermente ridotta per permettere la partecipazione alle gare sotto gli 1,5 litri, la potenza massima sale a 25 CV a 3200 giri al minuto e i pistoni sono realizzati in alluminio speciale. I buoni risultati ottenuti nella gara d'esordio romana da Deo Chiribiri, figlio del fondatore, e da Maurizio Ramassotto, portano a battezzare la vettura "Chiribiri Roma 5000".
La prima vittoria assoluta di Deo Chiribiri al Circuito delle Cascine di Firenze, il 21 giugno 1921, dimostra che queste utilitarie di pregio sanno farsi valere anche nelle corse più impegnative. Nello stesso anno, alla Biella-Oropa, fa il suo esordio in gara Ada Chiribiri, sorella di Deo, apprezzata da molti per la sua temerarietà al volante. L'esperienza accumulata nel 1921 sulla Chiribiri Roma porta al suo lancio sul mercato l'anno successivo, in sostituzione della 12 HP da cui deriva. Nella stagione 1922 brillano le vittorie di categoria di Deo Chiribiri alla Susa-Moncenisio e di John Scales alla Aosta-Gran San Bernardo. Dalla seconda metà del 1922, le risorse sportive del marchio torinese vengono dirottate sullo sviluppo di modelli specializzati, mentre la Roma 5000 rimane in listino fino al 1923, per poi passare il testimone alla Chiribiri Milano.