SCAT 12/16 HP "Tipo 0"
Dapprima percepita come costoso giocattolo per ricchi, l'automobile durante la prima guerra mondiale si ritagliò un ruolo primario.
Le auto si dimostrarono pratiche, affidabili e di prezioso ruolo strategico, risultando più efficaci di treno e cavalli nello spostamento delle truppe e nella consegna degli approvvigionamenti.
L'industria automobilistica europea aveva una nuova potenziale clientela, nacquero vetture più piccole, economiche e di facile manutenzione: era la genesi dell'utilitaria.
In Italia il simbolo della nuova categoria fu la Fiat 501 del 1919. Della nutrita concorrenza faceva parte anche la SCAT 12/16 HP, la vettura più compatta mai prodotta dalla casa torinese.
Era conosciuta anche come "Tipo 0", omaggiando la nomenclatura che aveva contraddistinto le SCAT del decennio precedente.
Il propulsore era un 4 cilindri monoblocco con alesaggio e corsa rispettivamente di 67 e 110 mm, per una cilindrata totale di 1551 mm. La distribuzione era con valvole poste lateralmente e asse a camme nel basamento. I 25 CV di potenza massima le permettevano di raggiungere i 75 Km/h.
Al telaio a longheroni e traverse in lamiera d'acciaio erano collegate balestre ellittiche.
Il freno a pedale agiva sulla trasmissione, mentre quello a mano, a espansione, sulle ruote posteriori.
Le ruote erano in legno, a differenza delle altre SCAT, equipaggiate con ruote metalliche.
La trasmissione di tipo cardanico comprendeva frizione a dischi metallici e un cambio a 4 marce. Il passo era di 2600 mm e le carreggiate di 1250 mm.
La carriera della 12/16 HP fu brevissima. Nel 1923 Giovanni Ceirano, che aveva fondato e poi lasciato la SCAT, acquisì la maggioranza delle azioni della casa. La produzione si fermò in attesa della fusione con la Giovanni Ceirano S.A., fondata nel 1919 e concorrente della SCAT.
Nella nuova gamma del 1924 non ci fu posto per la Tipo 0, sostituita dalle più moderne Ceirano N 150 e S 150.