Temperino S
Nonostante nascano dalla sinergia di quattro aziende torinesi, le vetturette Temperino guadagnano fin da subito più notorietà all'estero che in Italia. Lo confermano le ottime vendite nel Regno Unito della Temperino 8/10 HP, dove la clientela dell'epoca è più incline ad apprezzare le vetture di piccola cilindrata.
L'esportazione sui mercati esteri deriva dai solidi rapporti tra Maurizio Temperino, il maggiore dei fratelli e vero motore dell'azienda, e J.S. Wood, proprietario della londinese Kingsway Motor Company. Grazie a Wood la rivista The Light Car and Cyclecar ottiene un esemplare della vetturetta torinese da provare in diversi servizi del 1920, definendola "costruita solidamente". Nel luglio dello stesso anno circa trenta 8/10 HP partono da Torino verso Londra; il mercato di riferimento si sposta progressivamente oltremanica e, nel 1922, viene fondata a Londra la Temperino Motors Ltd.
Forse per rispondere alle aspettative del mercato inglese, nel 1922 debutta un'evoluzione della 8/10 HP, denominata Temperino S. La cilindrata del motore cresce da 1010 a 1021 cm³ e la potenza raggiunge i 25 CV. Il passo aumenta da 1850 a 2100 mm, permettendo configurazioni a tre posti, mentre una variante a quattro posti non supera la fase di prototipo. Le maggiori dimensioni interessano anche gli pneumatici, ora da 650 mm.
Se nel Regno Unito, e negli altri mercati esteri, il riscontro è più tiepido del previsto, in Italia la situazione è da tempo compromessa: già nel dicembre 1921 la Banca di Sconto, che finanzia numerose case automobilistiche tra cui la Temperino, sprofonda in una grave crisi, colpendo anche le aziende ad essa collegate. Nel 1925 i fratelli Temperino decidono di cessare l'attività, evitando il fallimento e onorando i propri debiti.