Abarth 1300 Scorpione
Francis Lombardi firma la splendida carrozzeria, Abarth il motore da 1,3 litri
Tra le fuoriserie su base Fiat 850, la Grand Prix di Francis Lombardi del 1968 è una delle più affascinanti. Il disegno, realizzato da Giuseppe Rinaldi, applica a un corpo vettura compatto molti elementi in voga tra supercar e sport prototipi. L’anteriore termina con una sezione molto affilata, che le conferisce un aspetto aerodinamico e aggressivo, ed è impreziosito da gruppi ottici a scomparsa. La linea di cintura segue l’andamento a “bottiglia di Coca-Cola”: il padiglione più basso consente un’ampia vetratura laterale.
Particolarmente sportivo è anche il posteriore, con coda Kamm e gruppi ottici tondi. Il cruscotto, realizzato interamente in materiale plastico, raggruppa tutta la strumentazione al centro. La Grand Prix è bella, ma limitata nelle prestazioni: la meccanica rimane immutata rispetto alla Fiat 850 Super e il quattro cilindri eroga soltanto 37 CV di potenza massima. Abarth soffre del problema opposto: la raffinata OT 1300/124, una Fiat 850 Special equipaggiata con il motore elaborato della Fiat 124 e rivista nella meccanica, è penalizzata dal corpo vettura di serie. Al Salone di Torino del 1968 viene presentata la Abarth 1300 Scorpione, nata dalla collaborazione tra le due aziende, che abbina la meccanica della 1300/124 alla carrozzeria della Grand Prix.
La cilindrata del quattro cilindri, derivato dalla Fiat 124 Berlina, passa da 1197 a 1280 cm³ grazie all’aumento dell’alesaggio e a una lieve riduzione della corsa.
La potenza massima raggiunge 75 CV a 6000 giri al minuto. Come sulla precedente 1300/124, viene adottato un radiatore anteriore, che rende necessaria una presa d’aria sotto la sottilissima calandra. Rispetto alla 850 di serie, la Scorpione presenta miglioramenti alle sospensioni, ai freni, allo sterzo e agli pneumatici. All’inizio del 1969 Abarth lancia anche le versioni S e SS, dotate di nuove sospensioni anteriori a doppi bracci e di quattro freni a disco; la SS adotta inoltre un doppio carburatore, che porta la potenza a 100 CV. Con un peso limitato a 670 kg e una carrozzeria più aerodinamica, la Scorpione supera i 180 km/h e risulta più veloce della OT 1300/124.
La vettura riscuote un buon successo in Italia, mentre la commercializzazione oltreoceano è ostacolata dalle nuove leggi californiane sulle emissioni. Dopo l’acquisizione di Abarth da parte di Fiat, nel 1971, la produzione cessa.
Dotata di sospensioni anteriori con quadrilateri e di quattro freni a disco, diventò la versione base della Scorpione.
Dotata di doppio carburatore che consentiva una potenza massima di 100 CV.