Chiribiri Monza
Dalla veloce Chiribiri Monza da corsa nascono nel 1923 le varianti stradali. Antonio Chiribiri offre così, per la prima volta, una vera turismo di lusso e una spider sport, briosa ma meno estrema della Tipo Corsa. La Monza "stradale" è concepita come torpedo a quattro posti, con uno chassis adatto anche a carrozzerie a guida interna. Mantiene le dimensioni del telaio della Roma 5000, ma sfrutta il potente 4 cilindri da 1,5 litri con distribuzione bialbero, depotenziato per l'uso stradale e proposto nelle versioni da 45 o 65 CV.
A differenza della Roma, la Monza adotta uno schema tecnico più convenzionale, con trasmissione in blocco col motore anziché con il differenziale al posteriore, ed è la prima Chiribiri stradale a montare freni anteriori. Viene realizzata anche una Monza spider biposto, denominata Tipo Spinto, ideale per i piloti gentleman interessati alle gare turismo o per chi cerca prestazioni d'alto livello. Entrambe le versioni stradali della Monza si distinguono per il radiatore triangolare, a differenza delle vetture da competizione, che lo hanno curvo.
Nel 1925 Chiribiri aggiorna il modello, introducendo un tipo unico con motore da 60 CV, dotato di un impianto frenante potenziato. La Milano del 1924, considerata la sorella minore della Monza, ne condivide le misure del telaio ma è equipaggiata con un motore a valvole laterali da 20 CV. Le scarse vendite di questo modello contribuiscono significativamente alla chiusura dell'azienda, avvenuta il 3 settembre 1928.