Chiribiri Monza Corsa
La Monza Corsa compare nei listini Chiribiri del 1923 come versione definitiva della Tipo Corsa, schierata in gara dalla squadra ufficiale l'anno precedente. Questa sportiva è mossa da un quattro cilindri bialbero da 1,5 litri, che mantiene le collaudate misure di 65 x 112 mm per alesaggio e corsa.
Il 6 maggio 1923, Chiribiri rivendica il record di velocità sfumato qualche mese prima a causa di un errore di misurazione: al Circuito di Cremona, Maurizio Ramassotto stabilisce il record mondiale sul chilometro lanciato con 172 km/h di media e sui dieci chilometri ad una media di 161,296 km/h. Nell'autunno dello stesso anno, grazie all'amicizia con Deo Chiribiri, Tazio Nuvolari entra a far parte della squadra Chiribiri. Pur già affermato come motociclista, Nuvolari è ancora una scommessa nelle competizioni automobilistiche. Dalle 9 vittorie della stagione 1923, le Chiribiri arrivano a conquistare ben 25 gare nel 1924. Mattatore della stagione è Alete Marconcini, con quattro vittorie di classe e una assoluta, mentre Nuvolari è autore delle vittorie di categoria al Circuito del Savio e al Circuito del Polesine, piazzandosi in entrambi i casi dietro la potente Alfa Romeo di Enzo Ferrari.
Chiribiri aggiorna costantemente la Monza Corsa per mantenerla competitiva: nel 1925 il telaio viene abbassato, i freni anteriori sono maggiorati e il sistema di lubrificazione reso più efficiente. Nel 1926 la grande novità è la Monza con compressore Roots, progettato e costruito internamente, che innalza la potenza a 93 CV e permette di superare i 180 km/h. Nel biennio 1925-26 si distingue il pilota Gigi Platé, autore di svariate vittorie di classe. L'arrivo dei grandi marchi nelle competizioni e l'adozione dei motori 2 litri nella Formula Grand Prix, riducono la competitivà della Monza a partire dal 1927. Il vero problema, però, è fuori dalla pista: le vendite di Chiribiri non sono più solide come un tempo e le difficoltà finanziare culminano con la chiusura dell'azienda il 3 settembre 1928.