Ansaldo Tipo 22
La Tipo 22, prima otto cilindri della storia Ansaldo, è uno spietato esempio di tempismo sfortunato: una vettura di lusso presentata a ridosso del Crollo di Wall Street del 1929, quando il mercato subisce un colpo durissimo e le automobili di alta fascia diventano meno ambite.
Nel 1927, Ansaldo perde lo storico ingegnere e amministratore delegato Guido Soria, la nuova amministrazione progetta la Tipo 22 come manifesto delle capacità tecniche dell'azienda. Il moderno telaio è a longheroni e traverse, dotato di crociera centrale per mantenere basso il baricentro. Il motore è un robusto otto cilindri in linea da 3520 cm³, alimentato da un carburatore a doppio corpo Zenith e capace di erogare 85 CV di potenza massima a 3.500 giri. Gli otto cilindri stanno iniziando a farsi strada anche in Europa, dopo aver conquistato il mercato americano: la Lancia propone la Dilambda con motore V8, mentre per Bugatti l'otto cilindri in linea è un marchio distintivo delle sue vetture da turismo.
Le avanzate caratteristiche tecniche rendono la Tipo 22 agile e brillante anche con le imponenti carrozzerie dell'epoca, prodotte dagli Stabilimenti Farina e da Montescani. Tra gli optional spicca uno dei primi sistemi antifurto per auto della storia: una chiave di sicurezza speciale da inserire nella leva del cambio per disattivare un blocco. Nonostante gli elogi della stampa, le vendite della Tipo 22 stentano a decollare e diventa chiaro che non sarà il modello destinato a risollevare il marchio. Nel 1931 l'Ansaldo passa sotto il controllo della OM e nel 1932 viene costituita la CEVA per completare gli ultimi autotelai incompleti. Tra il 1933 e il 1934 vengono prodotte alcune Ansaldo-CEVA Tipo 42, un'evoluzione della Tipo 22.